Il CSS ed il ruolo attuale delle scienze sociali nella società contemporanea. Conoscere, descrivere, comunicare

Il CSS ed il ruolo attuale delle scienze sociali nella società contemporanea.
Conoscere, descrivere, comunicare

Nei giorni 16 e 17 novembre 2007 a Frascati (Roma) si è riunita l'Assemblea programmatica dei Soci del CSS. Si è trattato di un'importante ed utile riunione in due sessioni che ha visto discutere Soci emeriti, Soci di lunga data e Soci da poco entrati a far parte del consesso del Consiglio (settembre 2007): storici, economisti, psicologi, sociologi, geografi, politologi, medici, giuristi.

A 34 anni dalla nascita, il Consiglio si interroga sulla sua storia, e più in generale sulla funzione delle scienze sociali nelle società contemporanee. È di questo che ha parlato in apertura, il Presidente Sergio Ristuccia: lo stato del Consiglio, il ruolo che va assumendo e che si dovrà confermare nel prossimo futuro. In questa messa a fuoco della propria missione, il CSS mirerà – e non solo per dettato statutario – a dare pieno dispiegamento al metodo interdisciplinare, ed a due ulteriori obiettivi: promuovere lo sviluppo ed il miglioramento delle scienze sociali; contribuire alla formulazione di politiche pubbliche e soluzioni ai problemi della società italiana.

In tal modo, si risponde in modo compiuto al bisogno di mantenere aperto il dibattito pubblico su problemi di medio o lungo periodo che sono stati costantemente messi ai margini. Ciò nello spirito che ha caratterizzato le scienze sociali dal momento della loro progressiva affermazione in epoca moderna come portatrici di progresso per la vita pubblica sociale e le relative politiche e soluzioni concrete. Importanti, al riguardo, le sottolineature di Guido Martinetti. Su questa linea, il CSS sta operando con le Commissioni di studio attualmente operanti: quella sulle Fondazioni in Italia che - dopo aver pubblicato un Libro bianco nel 2002 - riprende la ricognizione del campo, allargando l'indagine a nuovi ambiti (impresa e di comunità), sui quali nel 2008 pubblicherà un rapporto; quella sulla Valutazione delle politiche pubbliche che ha organizzato un Workshop internazionale (12-14 aprile, Verduno - Cn) ed un Seminario con policy-maker e alti dirigenti di amministrazioni pubbliche ("Perché in Italia non si valutano (quasi mai) gli effetti delle politiche pubbliche? ", 26-27 ottobre 2007, Frascati - Rm) e sta per pubblicare il Libro bianco. Così anche per gli altri filoni di ricerca del Consiglio: 1) lo sviluppo locale; 2) la valutazione della ricerca; 3) i ceti medi; 4) le scienze sociali e la scuola secondaria; 5) l'apporto delle scienze sociali alle politiche dell'innovazione, che - dopo aver pubblicato un Libro bianco nel 2002 - riprende la ricognizione del campo, allargando l'indagine a nuovi ambiti (impresa e di comunità), sui quali nel 2008 pubblicherà un rapporto; quella sulla

Molto evidente è, ancora, l'orientamento alla risoluzione dei problemi di Etnobarometro, organizzazione nata nel CSS e poi divenuta autonoma quale associazione specializzata in studi etnici sui temi dell'integrazione e del multiculturalismo. Oggi più che mai sollecitata dalla riflessione di grande attualità sui conflitti e le problematiche dell'integrazione. Alessandro Silj, Segretario generale e coordinatore del progetto, ha illustrato le novità in relazione ai progetti sulle le minoranze musulmane in Europa ("Musmine") ed i problemi di integrazione; sul multiculturalismo dopo le bombe di Londra, capitale di un Paese tradizionalmente attento ed attivo nella promozione di politiche per il multiculturalismo. Nonché le ricerche collaterali sui problemi dell'accesso degli immigrati ai servizi sociali dei Paesi di arrivo; sulla finanza islamica in Europa, nel rispetto della sharia; sui Balcani (con un progetto sull'impatto del Kosovo indipendente sulla stabilità regionale dell'Europa dell'Est e sulle politiche internazionali) ; sui Rumeni, con un dossier sulla Romania, la sua storia, le culture e le tradizioni (il rapporto sarà pronto nel febbraio 2008).

Il punto critico e delicato è, ancora una volta, come comunicare efficacemente il lavoro che si va compiendo ed i risultati via via raggiunti. Il Presidente si è a lungo soffermato sul tema segnalando le grandi linee della prossima riorganizzazione del sito Web del Consiglio.

Quale futuro per un ruolo attivo delle scienze sociali? In un lungo e vivace dibattito a giro di tavolo, tutti i Soci presenti sono intervenuti sul tema, a partire dalla presa d'atto di una perdita di audience delle scienze sociali presso i policy maker. Guido Martinotti ha raccontato la sua esperienza di testimone e protagonista della crescita e della storia delle scienze sociali, fino al riconoscimento delle stesse quali scienze all'interno dei programmi quadro dell'Unione europea. A dire che in Italia si assiste ad una controtendenza nelle condizioni (di sostanziale arretramento) delle scienze sociali. Il CSS nacque nel 1973 con l'intento di fungere da forte stimolo allo sviluppo della società italiana. Compito in gran parte assolto, per quanto spesso sottostimato. Pasquale Coppola ricorda che l'operazione importante compiuta dalle scienze sociali è stata quella della scoperta dell'analisi sociale in Italia (con Friedman e Tentori) che ha dato oce a chi non l'aveva. Oggi i muti, gli ultimi, sono ancora tanti, e nuovi. La ricerca critica e documentata serve ancora. Per alimentare in maniera efficace il dibattito pubblico, così da a raggiungere efficacemente l'opinione pubblica ed i media. Oggi, tuttavia, si assiste ad una crisi del ruolo delle scienze sociali e della sociologia in particolare. Piero Bassetti ha inquadrato la problematica del ridotto ascolto delle scienze sociali da parte dei policy maker come di un problema non soltanto italiano. Le ragioni sono profonde: le radicali trasformazioni della società a seguito dell'impatto della glocalizzazione, il dissolvimento del territorio, la perdita di controllo e decisione da parte degli Stati nazionali, il dislocamento dei portatori di poteri. Gli stessi policy maker quali soggetti di potere, attori condizionanti, sono cambiati. Gli attori delle scienze sociali spesso percepiscono in maniera insufficiente questo cambio di paradigma. Il rischio è quello di rivolgersi o applicare le scienze al servizio di un principe che non è più tale. Le scienze sociali, allora, devono riflettere sulla propria struttura organizzativa di scienze nate all'interno dei paradigmi nazionali e adeguare le proprie premesse epistemologiche, guardando a nuovi influenti attori di policy: le Regioni, le Fondazioni e le multinazionali. Di perdita di audience generalizzata ha parlato Piero Amerio, il quale ha dato una lettura interpretativa del fenomeno in termini di processi di individualizzazione che mettono al centro di tutto l'individuo al di là di ogni considerazione sui luoghi e contesti. Di qui il successo di discipline quali la genetica, la biologia, la tecnologia e l'ingegneria, le neuroscienze. Spesso, senza la necessaria attenzione ai profili della responsabilità nell'innovazione in chiave di problematica politica. Secondo Arnaldo Bagnasco, è imprescindibile un'attenta considerazione di come la scienza possa difendersi da se stessa, non solo dalla politica. Le scienze sociali possono efficacemente farsene carico.

Cosa fare, allora? Secondo Arnaldo Bagnasco lo stile di lavoro del CSS è caratterizzato in prima battuta dalla descrizione dei fenomeni, di per sé già importante a comunicare conoscenza ed informazioni sella realtà. La descrizione/denuncia di fenomeni critici della società, associata poi alla comprensione dei meccanismi di aspetti rilevanti a livello locale sui quali agire concretamente con le leve adeguate, è un'operazione fondamentale e di grande importanza. Da conciliare poi con la comunicazione. Il Consiglio ha concordato sulla necessità di porre la comunicazione al centro del suo lavoro, oggetto di attenta considerazione per la sua strategicità e per le difficoltà connesse. È intuitiva, ad esempio, la difficoltà di comunicare all'esterno le attività di studio dei Soci, non sempre e non soltanto ai pubblici specialistici, ma anche alla stampa, agli altri media, a chi è interessato. Non è unicamente una questione di linguaggi quanto più possibile chiari e comprensibili per parlare di attività molto articolate ed approfondite; bensì anche di status del Consiglio quale, cioè, associazione di studiosi indipendente e assai composita. Con la consapevolezza – sottolineata da Laura Balbo che i facilitatori di politiche pubbliche concrete, come il CSS, devono fare i conti con i poteri ed i soggetti che agiscono come filtro della conoscenza prodotta in determinati contesti; quella conoscenza che non offre semplificazioni, contrapposizioni, ricette pronte all'uso, bensì complessità e ponderazione di medio e lungo termine. Come la conoscenza indagata e prodotta dai sociologi. Secondo Giuseppe Dematteis bisogna mirare ad un'ampia diffusione, risolvendo il problema del linguaggio, dei codici da usare, mantenendo però i contenuti di verità, lontano dalla retorica. Mirando, come detto da Guido Martinotti, ad un proprio pubblico (secondo il costrutto di "campo culturale" o intelligenza collettiva), un sostrato quale proprio referente, che a vari livelli coltiva le scienze sociali. Alberto Martini, rilevando le grandi difficoltà del dibattito pubblico in Italia al quale le scienze sociali devono contribuire, suggerisce che lo slogan del CSS - quale consesso di studiosi indipendenti- sia Speaking Truth to Power (Aaron Wildavsky, tra i fondatori della policy analysis americana), secondo la tecnica del Naming and Shaming.

Coming soon. Preso atto degli ostacoli da una parte, e delle domande di intervento che i fatti pingono alle scienze sociali dall'altra, ampio spazio è stato dato ai nuovi progetti di ricerca dei Soci del Consiglio. Tra questi: lo studio del problema metropolitano inquadrato nella pianificazione urbanistica per lo sviluppo ed il governo del territorio secondo un'idea gestionale di tipo performativo. Idea che sia in grado di cogliere l'insieme delle dinamiche culturali, istituzionali, economiche, sociali, e così via. La nuova Commissione si occuperà dei conflitti territoriali a seguito di decisioni di intervento sovralocale che impattano su specifiche porzioni di territorio e che vengono mal governate causando la paralisi delle policy, senza riuscire a fare valere i vantaggi delle stesse. Si pensi alle scelte di costruzione e localizzazione di nuove discariche, aeroporti, basi militari, Tav. Un secondo progetto esaminerà il rapporto tra scienze sociali e scienze della vita con una ricerca nel campo dei programmi di prevenzione dell'HIV presso popolazioni particolari (immigrati, tossicodipendenti, carcerati, soggetti emarginati, etc.), che presentano alcune difficoltà ai fini della regolarità di assunzione del farmaco. Il problema di partenza è come approfondire la valutazione dell'efficacia di un programma di sanità pubblica. E quindi, come risolvere la marginalità ed i relativi rischi di porzioni di popolazioni. Altre novità riguardano: la costruzione di una sintassi delle generazioni e degli effetti differiti nel tempo. Scopo della Commissione dovrebbe essere la stesura di una sorta di portolano delle rotte nella carta delle generazioni, lungo le tre distinte dimensioni del tempo (età di un corso di vita, generazioni demografico-storiche, e generazioni antropologiche) ; la prima riunione del nuovo Gruppo sulle politiche di trasformazione della conoscenza (scientifica e tecnologica) ; il follow up del workshop internazionale sulle Politiche di Trasferimento tecnologico per l'innovazione (4-5 ottobre us, Moncalieri, To).

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